Ammesso che non abbiate un figlio o una figlia unica, i litigi tra i fratelli sono una delle esperienze più comuni che vivono tutti i genitori. Addirittura alcune ricerche americane segnalano che potrebbero arrivare fino al numero di 50 in un’ora.
- Litigi tra fratelli: è perché si vogliono bene
- I litigi tra fratelli non sono violenza
- Il metodo litigare bene
- Litigare tra fratelli senza luoghi comuni
Litigi tra fratelli: è perché si vogliono bene
Sgombriamo subito il campo da un equivoco: i fratelli o le sorelle che si vogliono bene litigano e non è assolutamente vero il contrario. Il litigio per i bambini è una variabile dell’amicizia. Nessun bambino litiga con gli estranei ma solo con i coetanei verso cui ha un forte interesse.
I litigi tra fratelli non sono violenza
Togliamoci dalla testa anche un altro pregiudizio “si fanno male” qualcuno equipara persino i litigi alla violenza. Nulla di più sbagliato. I bambini vogliono giocare e il litigio è parte di questo gioco, è parte della relazione.
Si tratta di un momento in cui vogliono lo stesso giocattolo, in cui i desideri coincidono ma creano contrasti, un momento dove quello che è tuo vorrei fosse mio ma la resistenza dell’altro lo rende impossibile. È un indice di qualità genitoriale avere un buon metodo educativo nella gestione dei litigi tra i fratelli. Il peggiore è quello di cercare il colpevole. Come se uno dei comportamenti più normale fosse addirittura una colpa a cui deve corrispondere una pena.
Anche l’idea di dare sempre la soluzione, questa forma di interventismo che rende i figli dipendenti dalla presenza dell’adulto, appare decisamente infelice.

Hai mai pensato di modificare il tuo approccio ai conflitti? Hai mai riflettuto sul fatto che si possa litigare “bene”?
Impara con noi il metodo Litigare Bene!
Impara con Daniele Novara questa innovativa tecnica per accompagnare i bambini e i ragazzi nei litigi
Il metodo Litigare Bene
Ho inventato qualche anno fa un metodo chiamato Litigare Bene dove inverto la tradizionale tendenza dell’adulto a rivolgersi a lui nel caso di litigi tra fratelli, un metodo che al contrario spinge i bambini, i figli a parlarsi, a tirar fuori le loro ragioni e a individuare eventualmente un accordo, cosa che per i più piccoli è abbastanza facile vista la loro naturale tendenza a ricominciare il prima possibile la loro attività di gioco.
È un metodo che prevede anche il cosiddetto conflict corner o angolo dei conflitti, ossia un tappetone, un tavolino, uno spazio della casa dove una volta che i figli hanno imparato, grazie anche all’aiuto dei loro genitori, incominciano a frequentarlo nel momento in cui devono chiarire i propri punti di vista, quello che è successo ed eventualmente raggiungere una composizione.
Litigare tra fratelli senza luoghi comuni
Uscire dai vecchi luoghi comuni, rispettare la magia dell’età infantile significa anche avere simpatia per la naturale litigiosità dei figli, aiutandoli semmai a parlarsi, a spiegarsi reciprocamente le proprie ragioni nei tanti modi possibili, ad esempio con l’uso di foglietti dove disegnare o scrivere la propria versione. Si tratta di pensare all’educazione come un insieme di tecniche e dispositivi pedagogici piuttosto che come disposizione urlare, sgridare e punire i figli.
Articolo di Daniele Novara pubblicato da Il Messaggero di Sant’Antonio (luglio 2017)