L’adolescenza e la ricerca di libertà

L’adolescenza è una fase della vita che può mettere a dura prova i genitori. Per questo motivo è necessario affrontarla in modo organizzato.
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L’adolescenza è una fase della vita che può mettere a dura prova i genitori. Per questo motivo è necessario affrontarla in modo organizzato.

L’adolescenza è una fase della vita che può mettere a dura prova i genitori. Ci si ritrova all’improvviso davanti a ragazzi e ragazze che sembrano trasformati: chiusi, ribelli, scontrosi o, al contrario, eccessivamente esuberanti. L’errore più grande che si possa fare è quello di reagire cercando il dialogo a tutti i costi, assillandoli con richieste, minacce, divieti o lunghi discorsi pieni di buone intenzioni, che finiscono solo per allontanarli ancora di più.

L’adolescente, in realtà, sta semplicemente cercando di prendere le distanze, di affermare la propria autonomia. È questo il vero nodo educativo di questa fase: trovare la giusta distanza per aiutarli a crescere senza soffocarli.

L’adolescenza non è l’ultima parte dell’infanzia, ma il primo passo nell’età adulta

Uno degli errori più comuni è pensare che l’adolescenza sia solo una fase turbolenta che precede l’età adulta, una sorta di prolungamento dell’infanzia. In realtà, è proprio il momento in cui i ragazzi iniziano a sperimentare la loro indipendenza, il primo vero distacco dal mondo protetto dell’infanzia.

Se da bambini cercavano la presenza costante dei genitori, ora cercano di eluderla. Guardano agli adulti con un atteggiamento apparentemente opportunistico: sono utili per garantirgli comodità e sicurezza, ma per il resto vogliono costruire una vita autonoma.

È normale e sano che il loro punto di riferimento principale diventi il gruppo dei pari, perché è lì che imparano a confrontarsi con gli altri, a riconoscere la propria identità, a sviluppare competenze sociali. Ecco perché, paradossalmente, un adolescente che esce con gli amici, che sfida le regole e si misura con il mondo esterno sta compiendo un processo evolutivo naturale.

Il vero campanello d’allarme dovrebbe essere l’apatia, il ritiro sociale, il chiudersi in casa senza interessi o relazioni.

Genitori smettete di controllare l’incontrollabile

Di fronte ai cambiamenti dell’adolescenza, molti genitori si sentono spiazzati, impotenti, spesso frustrati. La tentazione di imporre più regole, di alzare la voce, di riempire di raccomandazioni e prediche è forte, ma inutile. L’adolescenza non si gestisce con il controllo, ma con la capacità di fare un passo indietro.

Questo non significa abbandonare i figli a sé stessi, ma riconoscere che il ruolo genitoriale deve trasformarsi: meno invadenza, più fiducia. È arrivato il momento di ridimensionare le aspettative affettive, di accettare che il legame cambia forma e che i ragazzi hanno bisogno di sperimentare anche l’errore, senza essere soffocati da un eccesso di protezione. L’educazione non è un assedio, ma una presenza discreta e solida. Ricordandosi che esistono alcune tecniche specifiche, come quella del paletto.


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Il tempo del paterno e la giusta distanza educativa

In questa fase, il ruolo del codice paterno diventa centrale. Le madri o chi utilizza il codice materno, spesso molto coinvolte nella crescita dei figli, devono fare un passo indietro. Non per scomparire, ma per lasciare spazio a una nuova dinamica familiare. I padri, che solitamente usano il codice paterno, possono assumere un ruolo più attivo nella gestione quotidiana, nell’organizzazione delle regole, nel mantenere una presenza ferma ma non invadente.

Questo equilibrio educativo non si costruisce con punizioni o prediche infinite, ma con atti concreti di fiducia, con paletti chiari e con una comunicazione essenziale, senza eccessi emotivi. Bisogna imparare ad accettare il conflitto, a non cadere nelle provocazioni, a non rispondere sempre e subito, lasciando che i ragazzi abbiano il loro spazio per esprimere emozioni e disagi senza sentirsi sotto giudizio costante.

Adolescenza: cosa c’è stato prima?

Ricordiamoci che un adolescente non nasce dal nulla. Non è un fungo spuntato nella notte, ma il risultato di un percorso iniziato nell’infanzia. Educare bene nei primi anni di vita è già metà dell’opera.

Un bambino che è cresciuto con regole chiare, con adulti autorevoli ma non autoritari, con un buon livello di autonomia, avrà maggiori strumenti per affrontare l’adolescenza senza eccessi autodistruttivi o conflitti ingestibili.

L’adolescenza è un passaggio, non una battaglia. E come ogni passaggio, va attraversato con consapevolezza, accettando che la distanza, in questa fase, è una forma d’amore e di rispetto per la crescita dei propri figli.

L’adolescenza è una fase della vita che può mettere a dura prova i genitori. Per questo motivo è necessario affrontarla in modo organizzato.

L’adolescenza è una fase della vita che può mettere a dura prova i genitori. Per questo motivo è necessario affrontarla in modo organizzato.

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