Perché non cercare il colpevole può essere d’aiuto

Cercare il colpevole è un’abitudine che affonda le sue radici nel passato, scardinarla può essere la svolta nelle nostre relazioni
Condividi:
Cercare il colpevole è un’abitudine che affonda le sue radici nel passato, scardinarla può essere la svolta nelle nostre relazioni

Cercare il colpevole è un’abitudine che affonda le sue radici in un passato lontano, un retaggio culturale difficile da scardinare. Siamo abituati a pensare che, quando si verifica un problema, debba esserci necessariamente un responsabile. Questo schema mentale, però, ci impedisce di vivere le relazioni in modo autentico e costruttivo, ostacolando la possibilità di confrontarci serenamente anche nelle divergenze. Se restiamo intrappolati nella logica del cercare il colpevole, non riusciamo a superare le difficoltà, ci chiudiamo in una visione negativa e perdiamo di vista la possibilità di evolvere. È come se vedessimo sempre il bicchiere mezzo vuoto, rimanendo bloccati senza riuscire a fare i passi necessari per andare oltre.

L’interrogatorio per cercare il colpevole

Ci sono espressioni che risuonano spesso nei conflitti e che hanno l’unico scopo di scaricare la responsabilità sull’altro. Frasi come:

  • «Di te non ci si può fidare.»
  • «Hai fatto tutto da solo.»
  • «Prenditi le tue responsabilità!»

Queste parole trasformano il conflitto in un tribunale, dove l’obiettivo non è risolvere la situazione, ma cercare il colpevole da punire. Ma questa strategia è inefficace e ci riporta direttamente all’infanzia, a quei momenti in cui il litigio tra bambini veniva gestito dagli adulti con un interrogatorio: «Chi è stato? Chi ha cominciato? Di qui non si esce finché non salta fuori il colpevole!». Un approccio che ci insegna, fin da piccoli, che la cosa più importante non è comprendere la dinamica del conflitto, ma difendersi dalle accuse.

Non cercare il colpevole per liberarsi del passato

Se vogliamo costruire relazioni più sane, dobbiamo liberarci da questo schema. Non siamo più bambini e, soprattutto, nemmeno i bambini dovrebbero essere trattati in questo modo. Continuare a cercare il colpevole ci tiene ancorati a un passato che non ci aiuta a crescere, facendoci regredire a quelle dinamiche infantili in cui l’adulto chiedeva spiegazioni con tono inquisitorio: «Adesso basta! Vieni qua! Cosa gli hai detto? Cosa gli hai fatto?». Il problema è che, ogni volta che adottiamo questa modalità, torniamo emotivamente indietro, bloccandoci in un meccanismo sterile e doloroso. Per questo, è fondamentale smettere di puntare il dito e cambiare prospettiva.


Immagine per il corso CPP "La manutenzione dei tasti dolenti"

Non cercare il colpevole è uno dei primi passi per affrontare i propri Tasti Dolenti. Vuoi approfondire il tema con l’approccio di Daniele Novara?

Partecipa al corso online “La manutenzione dei tasti dolenti”

Con Daniele Novara. imparerai a riconoscerli per apprendere profondamente qualcosa di te e aiutati a collocare i contrasti che viviamo nella giusta prospettiva.


Le opportunità nel conflitto

Il conflitto non è un errore da correggere, ma un passaggio inevitabile nella gestione delle relazioni. È, a tutti gli effetti, una forma di manutenzione relazionale, necessaria per far crescere e rafforzare i legami.

Ma se il primo istinto è quello di cercare il colpevole, l’interlocutore si chiude immediatamente. Nessuno vuole sentirsi processato o giudicato, nessuno vuole essere messo sotto accusa come in un’aula di tribunale o in un quadro del Giudizio Universale. Per trasformare il conflitto in un’occasione di crescita, è necessario abbandonare la logica della colpa e imparare a gestire le tensioni con uno sguardo più aperto e costruttivo. Solo così possiamo costruire relazioni più solide e mature.

Cercare il colpevole, un esempio concreto

Io e mia moglie Ada abbiamo tre figli, il più piccolo ha solo cinque anni.
È veramente difficile prenderci spazi per noi. Oltretutto, io lavoro molto e il poco tempo che ho lo dedico ai piccolini. Quando Ada mi propone di uscire, esito sempre perché sono molto stanco e poi mi dispiace sottrarre spazio ai bambini. Certo, un cinema o una cena ci potrebbero stare, ogni tanto, so che le farebbe piacere…

Così, una settimana fa, al suo ennesimo tentativo, le dico: «Dài, perché no, mi sembra una buona idea. Faccia molo». Poi, dato che io sono tutto il giorno in ufficio mentre lei, certo, lavora, ma non ha nessuno a cui render conto, aggiungo: «Riesci a pensarci tu? Scegli il ristorante? Chiedi a tua mamma se può venire a stare coi bambini». Era contenta, si vedeva lontano un miglio. E alla fine, ero contento anch’io.

Da questo momento, la volontà di cercare il colpevole influisce pesantemente sulla relazione.

Quando siamo arrivati al ristorante… sono rimasto di sasso. «Ma dove mi hai portato?» l’ho aggredita. «Non siamo così poveri, sembra una vecchia osteriaccia. Possiamo permetterci di meglio.» Lei mi guardava sbigottita, aveva gli occhi lucidi, ma io non riuscivo a smettere: «Una delle poche volte che usciamo… Cosa ti è venuto in mente?». Più incalzavo, più lei ammutoliva.

A quel punto mi è venuto il dubbio di aver esagerato, di non aver capito, ma il senso di colpa non faceva che accrescere la mia arrabbiatura: «Cosa c’è? Qualcosa non va? Ti ho solo detto la mia opinione. Non si può più parlare?». Ti lascio immaginare come è proseguita la serata. Alla fine mi sono calmato, ma ancora non mi era chiaro perché mi avesse portato lì.

Solo due giorni dopo, quando ormai era tutto passato, Ada ha trovato il coraggio di dirmi che aveva pensato di portarmi in un posto dove andavamo da fidanzati… Era sicura che la sorpresa mi avrebbe commosso, mi avrebbe riempito di piacere, che questo tuffo nei vecchi tempi ci avrebbe aiutati a ritrovare la nostra sintonia.

Testo tratto dal libro “La Manutenzione dei Tasti Dolenti” di Daniele Novara

Cercare il colpevole è un’abitudine che affonda le sue radici nel passato, scardinarla può essere la svolta nelle nostre relazioni

Cercare il colpevole è un’abitudine che affonda le sue radici nel passato, scardinarla può essere la svolta nelle nostre relazioni.

Restiamo in contatto!

Iscrivendoti alla Newsletter riceverai le novità e le iniziative del centro diretto da Daniele Novara.