Nuove tecnologie e adolescenza: chi “manipola” le ragazzine?

Immersi nella comunicazione manipolativa dobbiamo chiederci come le nuove tecnologie possono condizionare l'adolescenza e la preadolescenza.
Condividi:
Quali sono i principali problemi in adolescenza e pre adolescenza portati dalle nuove tecnologie

Come le nuove tecnologie mal utilizzate possono condizionare l’adolescenza e la preadolescenza.

Siamo talmente immersi nella comunicazione manipolativa che non solo è necessario parlarne a scuola, ma è importante conoscere le strategie che vengono utilizzate per persuadere sedurre e condizionare. Sia nella comunicazione privata che pubblica.

Comunicazione onesta e disonesta con le nuove tecnologie in adolescenza

Anche nell’Antica Grecia, c’erano comunicatori esperti che utilizzavano strategie emotive per manipolare i loro ascoltatori, tant’è che filosofi come Platone e Aristotele, distinguevano la “comunicazione onesta” dalla “comunicazione disonesta” e insegnavano ai loro allievi come riconoscerle.

La comparsa tra le nuove tecnologie della multimedialità sulla scena pubblica ha però determinato un grosso cambiamento nei modi di comunicare. Se infatti i sofisti operavano con le parole e il linguaggio non verbale (mimiche, gesti, posture ecc.) la multimedialità, nata con il cinema e diffusasi con la televisione, il computer e lo smartphone, ha impresso alla comunicazione un salto di qualità. E le principali vittime di queste nuove tecnologie sono adolescenti e preadolescenti.

Oggi non è difficile – sfruttando le potenzialità delle immagini, del movimento, della musica, dei primi piani, degli effetti speciali e di tutto ciò che si può fare in sede di regia e di montaggio – creare delle narrazioni ad hoc in cui vero falso e verosimile si fondono e si confondono. Già l’inquadratura fornisce la chiave di lettura che il regista vuole imprimere al suo prodotto. Per non parlare degli innumerevoli trucchi che si possono fare in studio e durante le riprese. Dagli applausi a comando alle risate registrate, dalla spettacolarizzazione delle notizie alla costruzione di fake news, dagli spot costruiti per attivare le emozioni degli spettatori alle pubblicità occulte.

Le bufale delle nuove tecnologie, adolescenti ma non solo

Succede che vengano messe in circolazione delle vere e proprie bufale. Come quel video che circola in rete dove si vede Vadimir Putin che addormenta una tigre siberiana, sparandole con coraggio e maestria una siringa di sonnifero, mentre la belva si sta lanciando sui giornalisti che accompagnano il capo in una passeggiata nella foresta. Peccato che la tigre fosse stata sedata allo zoo e portata in loco già addormentata!

L’impatto che hanno certe narrazioni ben congeniate tramite le nuove tecnologie è il motivo per cui per esempio un ragazzo adolescente o preadolescente che vede un film sulla mafia o sulla delinquenza giovanile può identificarsi con l’eroe negativo trascurando la dimensione morale. La figura del duro, del violento, del “coraggioso”, anche se alla fine farà una brutta fine, può affascinarlo comunque. Senza contare che spesso l’attore protagonista di un serial violento fa anche la pubblicità a qualche prodotto commerciale, rilascia interviste nei talk show, compare in altri programmi acquisendo così un’aureola di superiorità e di successo.


"Giovani e indecisi" è il webinar CPP dedicato alle scelte degli adolescenti

Come fare per sostenere i nostri figli e le nostre figlie che si affacciano all’adolescenza?

Partecipa a “Giovani e indecisi, come aiutarli?”

Un webinar per sostenere preadolescenti e adolescenti nelle scelte che devono affrontare e che li fanno crescere con la maieutica orientativa. Con Filippo Sani e Laura Petrini.


Ragazzine adolescenti e preadolescenti a rischio a causa delle nuove tecnologie

Un ulteriore salto di qualità nel mondo della comunicazione è avvenuto con lo smartphone, che dal 2012 ha cominciato a finire nelle mani non solo degli adulti e degli adolescenti, ma anche dei bambini.

Sappiamo che se usato con moderazione ha una sua utilità, ma alla giusta età e con chiare finalità. Sicuramente presenta anche dei rischi. Distrae molto. Può creare dipendenza come una droga. Ha dato origine al cyberbullismo. Può essere usato da adescatori e male intenzionati che propongono “giochi” attraenti ma pericolosi, a volte mortali.

Altri rischi subdoli del binomio nuove tecnologie e adolescenza, denunciati da vari gruppi di genitori ed educatori in Inghilterra e negli Stati Uniti, riguardano soprattutto la fascia di età tra gli 11 e i 14 anni. Preadolescenti e adolescenti, e in particolare le ragazzine. Il passaggio dall’infanzia alla prima adolescenza è una fase delicata della crescita. Si è alla ricerca di sé stessi, il corpo è in piena trasformazione, entrano in circolazione gli ormoni sessuali, ci si confronta con gli altri, si vuole essere belle come le star, longilinee come le top model, fortunate come le principesse. Ma ci si sente inadeguate. Ciò che le ragazzine trovano su Tik Tok, Instagram, Youtube, non solo non le aiuta ma contribuisce a creare stati d’ansia, insicurezze, paure, sensi di inferiorità.

Lo scrolling

Questo accade perché, senza fare alcuno sforzo (“sgrollando” secondo il loro linguaggio), usando le nuove tecnologie passano in rassegna video, sequenze di immagini disparate, messaggi di ogni tipo. Non solo abbigliamento e prodotti di bellezza, ma anche sesso, pornografia, violenza, crudeltà, autolesionismo. Possono seguire diete dimagranti ed entrare in competizione con le amiche, sia perché identificano la bellezza con la magrezza, sia per dimostrare a sé stesse e alle amiche la propria determinazione e forza di volontà. Il tutto senza una riflessione, immerse in un mondo virtuale separato da quello reale, dove tutto avviene rapidamente e dove loro si abituano a essere continuamente stimolate dalle immagini e dai messaggi che ricevono, trascinate dalla curiosità e dall’eccitazione che provano nello “scoprire” sempre cose nuove, diverse e sorprendenti.

Il sistema dopaminergico in adolescenza: come viene attivato dalle nuove tecnologie

Il risvolto fisico di questa eccitazione è la liberazione un neurotrasmettitore nel cervello (la dopamina) che ad ogni forma di ricompensa – da quelle rilevanti, come il sesso e la droga, a quelle di minore entità, come le novità e il soddisfacimento della curiosità – produce un piacere che induce a continuare ossessivamente la ricerca di novità/ricompense.

Lo stesso meccanismo psicofisiologico che generano le droghe. Se le ragazze sono particolarmente a rischio ciò non significa che i maschi ne siano esenti. Molti maschi amano le sfide, mettersi alla prova, superare i limiti. La colpa non è delle nuove tecnologie ma del loro utilizzo inadeguato.

Di Anna Oliverio Ferraris psicologa, psicoterapeuta, docente all’Università di Roma, pubblicato sulla rivista “Conflitti” con il titolo “Chi “manipola” le ragazzine?”

Quali sono i principali problemi in adolescenza e pre adolescenza portati dalle nuove tecnologie

Restiamo in contatto!

Iscrivendoti alla Newsletter riceverai le novità e le iniziative del centro diretto da Daniele Novara.